CHIUDI

Passeggiando a Nusco

La nostra passeggiata inizia da Via S. Croce in cui si ammira il monumento del XVII secolo della Santa Croce, in pietra locale, unica nel suo genere, per le varie raffigurazioni scolpite sulle parti che la compongono (ai suoi quattro angoli sono raffigurati degli angeli, quattro piccoli leoni sostengono sul dorso una base su cui si innalza una colonna lavorata a fiorami e superiormente scanalata, alla cui sommità vi è la croce, nella quale, da una parte è scolpita l’ immagine del Crocifisso, dall’altra quella dell’Immacolata, nei quattro lati del piedistallo sono scolpite le immagini del Redentore, della Vergine del Rosario, di S.Amato e di S.Stefano).
Proseguendo per Via S.Croce si giunge a P.zza S.Amato al centro della quale si trova la statua di S. Amato, primo Vescovo e Patrono di Nusco. Quest’opera, dello scultore napoletano Raffaele Marino, fu collocata in questa piazza nel 1893 in occasione dell’VIII Centenario della morte del Santo, sostituendo la Santa Croce che vi si trovava precedentemente.

La statua poggia su un piedistallo di marmo ed è rivolta verso la Cattedrale. Il Santo ha l’aspetto di un vecchio venerando, con la barba, in abiti pontificali, è in piedi ed ha la mano destra sollevata in atto di benedire, mentre con la sinistra regge il Pastorale.
Svoltando a destra, in P.zza Vescovado, si può osservare il Palazzo VESCOVILE la cui edificazione fu compiuta agli inizi del XVII secolo. La parte posteriore del complesso denominata Seminario è stata realizzata prima di quella anteriore denominata Episcopio. La facciata principale è dominata da un monumentale portale in pietra locale. Tutto il complesso ha subito negli anni numerose trasformazioni che hanno stravolto sia la distribuzione degli spazi, sia l’originaria immagine architettonica. L’ultimo piano, prospiciente il sagrato, è adibito a Museo diocesano di Arte Sacra. Di fronte si trova la Cattedrale di S.Stefano con la Cripta di S.Amato.

La Cattedrale di Nusco è stata edificata da Amato Landone, cittadino nuscano, primo Vescovo della Diocesi di Nusco, venerato come Santo che la dedicò a Santo Stefano Protomartire. Le sue origini risalgono alla seconda metà del sec. XI, anche se delle testimonianze romaniche quasi nulla rimane. L'aspetto attuale della chiesa è tipicamente settecentesco.
Oggi essa presenta una facciata composita, la cui bellezza sta nell'essere tutta costituita da grossi massi squadrati di pietra locale. Il portale in pietra con frontone triangolare è sormontato da una finestra barocca dalla singolare forma a campana, che dà luce alla navata principale. Sul lato nord sorge la Torre dell’Orologio, (realizzata intorno al 1890 in occasione dell’VIII Centenario di Sant’Amato), che è parte della facciata, così come il Campanile del XVI sec. a destra dell’ingresso principale, tutto in pietra squadrata, a tre ordini, è alto 33 m. ed è coronato da una cella a pianta ottagonale coperta da una cupola a calotta sferica. Sul lato sud c’è la scritta che ne ricorda la costruzione. La pianta è a croce latina con tre navate e cappelle laterali. La navata centrale è retta da pilastri con archi a tutto sesto ed ha il soffitto piatto come le navate laterali mentre le cappelle hanno volte a crociera.

Nella navata centrale si possono ammirare il Pulpito Ligneo del secolo XVII riccamente decorato, con le immagini scolpite degli Evangelisti, degli Apostoli, Pietro e Paolo, di S. Amato e di altri Santi.
Nella navata sinistra, nella prima cappella, vi è il Battistero eretto nel 1842, laddove sorgeva il sedile per i rappresentanti del popolo. Nella navata destra a ridosso del transetto, un'ampia scala rifatta nel 1740, conduce all’ipogeo. Sul pianerottolo della scala c'è il Sepolcro del XV secolo, in pietra locale, del cittadino e vescovo nuscano Stefano Moscatelli rappresentato sul letto di morte.
Ultimata la scala si scende nella cripta di stile romanico di transizione, (nucleo originale della chiesa) probabilmente del sec. XIII, con volte a crociera e arcate a sesto acuto ribassato, poggianti su sette colonne piuttosto basse e tozze, ricoperte di intonaci e stucchi settecenteschi.

Nella parte centrale della cripta è visibile un altare con la mensa poggiante su colonnine di marmo e nello spazio sottostante è collocata un'urna di cristallo all'interno della quale è posta la statua del Santo adorna di pontificali ornamenti.
Sul lato sinistro della cripta, dove era la tomba di Ilaria, discendente dei De Gianvilla, feudatari di Nusco dal 1290, di recente sono stati rinvenuti degli affreschi raffiguranti la Natività e databili intorno al XIII sec.
Sul fianco sinistro della Cattedrale, in piazza G. M. De Santis spicca palazzo Ebreo, significativo esempio di edilizia ottocentesca, la cui parte basamentale è dominata da quattro colonne in pietra liscia sormontate da capitelli e collocate a sostegno di un balcone situato al primo livello. L’ingresso, in via Scarpitti, presenta un portale interamente realizzato in pietra locale.

Raggiungibili dalle stradine ai lati ed alle spalle della cattedrale sono molti palazzi gentilizi tra cui Palazzo De Paulis che presenta un cortile risalente al XIV-XV secolo, un loggiato interno con archi di stile catalano ed un portale in pietra sormontato dallo stemma della famiglia.
Proseguendo per via Landone, dove probabilmente abitò Sant’Amato, ci addentriamo nella parte più antica del Centro Storico di Nusco.
Al termine di via Landone si trova Largo Trinità, piazzetta nella quale è collocata la chiesa omonima. Probabilmente eretta nell’XI sec, è una delle chiese più antiche di Nusco. Quest’ipotesi sarebbe confortata dagli studi sullo sviluppo urbano di Nusco, il cui primo nucleo sarebbe costituito da poche case e dalla Chiesa della SS. Trinità sviluppatesi vicino al castello.

All’interno della chiesa, sulla parete di fondo, si può notare l’opera più importante, un affresco, risalente al XV secolo raffigurante in alto il Redentore, in basso una raffigurazione sacra contenuta in un unico trittico. Nella zona inferiore si vedono le figure della Vergine e del Cristo inserite in una sorta di tempietto turrito a tre archi e fiancheggiato da due angeli.
Lasciata la chiesetta alle nostre spalle ci dirigiamo verso i ruderi del Castello. Originariamente esso era circondato da una cinta muraria di cui restano solo alcune tracce (elementi architettonici e toponomastici) come, ad esempio, gli stipiti delle porte di ingresso al paese in via Porta Superiore, in via Porta Mulino e in Via Supportico San Potito.
Di origini medievali, la sua posizione era strategica per far fronte agli attacchi bellici e per avere una visuale a tutto campo sulle valli sottostanti. Il Castello, durante il Medioevo, fu una fortezza sicura e andò progressivamente acquisendo un ruolo di primo piano tra le comunità dell’Alta Irpinia. Nel XVII secolo, la perdita del ruolo di centro del feudo e la peste del 1656, ne determinarono un arresto nello sviluppo.

Di recente costruzione è, invece, la strada panoramica Via Dietro Le Mura da cui è possibile ammirare un ampio orizzonte che è valso a Nusco l’appellativo di “Balcone dell’Irpinia”. La nostra passeggiata prosegue per via Portella che ci permette di raggiungere un altro punto panoramico nella piazzetta Porta Mulino in cui sono presenti altri elementi risalenti all’antica cinta muraria.
Proseguiamo raggiungendo la parte più nuova del centro in cui è possibile ammirare la rigogliosa vegetazione delle due Ville Comunali.

Continuiamo la passeggiata fino a Piazza Natale dove ammiriamo l’imponente struttura di Palazzo Natale (famiglia di signori che ha dato il nome anche alla Piazza). Percorriamo infine Corso Umberto I che collega la zona settecentesca al nucleo più antico. Al termine del corso, prima di immetterci su piazza Vescovado, sulla sinistra è possibile ammirare la Chiesa di San Rocco che presenta una facciata in pietra calcarea locale in stile neoclassico.
La nostra passeggiata termina a Piazza S. Amato, dove troviamo la Chiesa di San Giuseppe, accanto all’Episcopio. La chiesa presenta una facciata tardo barocca, caratterizzata da un bel portale in pietra locale sormontato da un artistico finestrone in pietra. Di interesse artistico è il meraviglioso altare di marmo, sul cui fronte è scolpita, a bassorilievo, l'immagine del Santo.